29 settembre – 5 ottobre 1944: per non dimenticare

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« La nostra pietà per loro significhi che tutti gli uomini e le donne sappiano vigilare perché mai più il nazifascismo risorga»

(Lapide del cimitero di Casaglia)

Il 29 settembre di 72 anni fa aveva inizio l’eccidio di Montesole, meglio noto come la strage nazifascista di Marzabotto: pare siano state almeno 1800 le vittime, frutto del rastrellamento che i nazisti posero in atto tra le valli del Reno e del Setta, dal 29 settembre al 5 ottobre 1944.

Prima di ogni altra considerazione, voglio ricordare la lista dei nazisti condannati in contumacia, per crimini di guerra, dal Tribunale Militare della Spezia, il 3 gennaio 2007:

  1. Paul Albers, aiutante maggiore di Walter Reder;
  2. Josef Baumann, sergente comandante di plotone ;
  3. Hubert Bichler, maresciallo delle SS;
  4. Max Roithmeier, sergente;
  5. Adolf Schneider maresciallo capo;
  6. Max Schneider, sergente;
  7. Kurt Spieler, soldato.
  8. Heinz Fritz Traeger, sergente;
  9. Georg Wache, sergente;
  10. Helmut Wulf, sergente.

L’eccidio di Monte Sole fu preceduto dal Massacro di Sant’Anna di Stazzema, perpetrato il 12 agosto 1944, e fu architettato dal feldmaresciallo Albert Kesselring, nel truce intento di colpire i civili per sgominare la brigata partigiana Stella Rossa.

Il comando dell’operazione fu affidato al maggiore Walter Reder. Il rastrellamento ebbe inizio all’alba del 29 settembre e fu opera di quattro reparti delle truppe naziste munite di armamenti pesanti. Fu fatta terra bruciata in tutta la zona.

La strage ebbe inizio nella frazione di Casaglia di Monte Sole: la gente, terrorizzata, si era raccolta in preghiera nella chiesa di Santa Maria Assunta. Per i nazisti si rivelò un’occasione ghiotta: fecero irruzione nel luogo sacro, mitragliarono il sacerdote, don Ubaldo Marchioni, e sterminarono, dopo averli condotte nell’annesso cimitero, tutti i presenti. Furono massacrati 195 inermi civili, compresi 50 bambini. E fu solo la prima vergogna. Il bilancio finale, come anticipato, fu di almeno 1800 vittime.

Ovviamente i nazisti negarono il massacro e si avvalsero del contributo anche della stampa locale: Il Resto del Carlino bollò le voci sulla strage come mera diffamazione. Ma la verità, lentamente, molto lentamente, è venuta a galla. Ora si tratta di non rimuoverla: magari visitando il Parco di Monte Sole, un parco storico regionale, e la Scuola di Pace di Monte Sole, nata nel 2002 sui luoghi dell’eccidio.

L’ultima considerazione l’affidiamo alle parole di Salvatore Quasimodo: «Questa è memoria di sangue, di fuoco, di martirio, del più vile sterminio di popolo, voluto dai nazisti di von Kesselring, e dai loro soldati di ventura, dell’ultima servitù di Salò, per ritorcere azioni di guerra partigiana» (epigrafe alla base del monumento memoriale sulla collina di Miana, sovrastante Marzabotto).

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