Cosa dice la nuova legge pugliese sulla legalità

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Il nome per intero della nuova legge è “Istituzione di una Commissione regionale di studio e d’inchiesta sul fenomeno della criminalità organizzata in Puglia”. È stata approvata dal Consiglio regionale il 18 ottobre 2016.

Al testo finale si è giunti facendo sintesi fra due proposte di legge presentate sullo stesso tema: una della consigliere Rosa Barone del Movimento 5 Stelle e l’altra del consigliere Sabino Zinni Capogruppo della lista Emiliano Sindaco di Puglia.

Si è discusso al testo per mesi in VII commissione, quella dedicata agli affari istituzionali. Per dare i connotati migliori al provvedimento sono stati ascoltati e accolti i pareri dei Magistrati delle Direzioni Distrettuali Antimafia pugliesi, degli esponenti della Corte dei Conti, degli avvocati delle sei camere penali di Puglia.

Caratteristiche

La Commissione avrà la durata della legislatura in corso. Sarà istituita sulla base delle norme già previste dal Consiglio regionale per le commissioni.

Nella sua prima riunione verranno eletti il Presidente, il vice Presidente e il Segretario dai membri della commissione stessa. Queste cariche dureranno massimo un anno.

A supporto delle attività della commissione ci sarà uno staff e potranno essere nominati, in qualità di consulenti a titolo gratuito, magistrati, avocati ed esperti nelle materie di competenza.

Compiti

La Commissione dovrà approfondire la conoscenza del fenomeno mafioso e corruttivo, e adottare iniziative che ne stimolino la riprovazione sociale.

Oltre a questo è chiamata a monitorare le azioni della criminalità organizzata di tipo mafioso, in particolar modo per quelle connesse alle ecomafie, agromafie, infiltrazioni della malavita negli enti locali e negli appalti pubblici. Sono gli ambiti in cui la Puglia è particolarmente esposta.

Poteri

La Commissione dovrà verificare l’efficacia delle leggi vigenti a livello regionale nel contrastare comportamenti illeciti. Potrà fare proposte legislative e amministrative ove riscontrate carenze. Coordinerà le iniziative in tale ambito fra Regione ed enti locali.

Vigilerà sull’amministrazione regionale stessa e sugli enti da essa gestiti. Soprattutto garantirà la limpidezza delle procedure di assegnazione degli appalti, prevenendo infiltrazioni.

Alla fine di ogni anno di attività relazionerà sul suo operato, inviando tale relazione alla Commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno delle mafie e all’Autorità nazionale anticorruzione.

Facoltà

La commissione avrà facoltà di richiedere l’audizione di amministratori pubblici, rappresentanti degli enti locali, imprenditori, associazioni, magistrati, forze di polizia. Potrà chiedere loro informazioni e documenti ritenuti significativi.

Potrà infine, per quanto riguarda l’ambito della promozione, avviare collaborazioni con istituzioni scolastiche e università.

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