Delusi, incattiviti, sovranisti, ma solo “nella testa”: il rapporto Censis delinea un quadro quanto mai amaro della realtà italiana

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Sabino Zinni: «Di fronte ai dati dell’ultimo rapporto Censis mi sembrano rimangano due sole possibilità: abbandonarsi allo sconforto o raddoppiare gli sforzi. Chi mi conosce, sa già quale sarà la mia scelta”

I dati pubblicati dal 52esimo Rapporto del Censis sono di quelli che non lasciano spazio a interpretazioni. Emerge il quadro di un Paese i cui cittadini sono delusi, incattiviti, “sovranisti”, ma solo nel loro immaginario.

La ripresa promessa non c’è. E il salto verso l’ignoto compiuto dagli Italiani li ha spinti “sul ciglio di un fossato che mai prima d’ora si era visto da così vicino, se la scommessa era poi quella di spiccare il volo”. Il Rapporto parla di un disagio dai “profili paranoici della caccia al capro espiatorio, quando la cattiveria, dopo e oltre il rancore, diventa la leva cinica di un presunto riscatto e si dispiega in una conflittualità latente, individualizzata, pulviscolare. Il processo strutturale chiave dell’attuale situazione è l’assenza di prospettive di crescita, individuali e collettive”.

Il bersaglio preferito di tale diffuso sentimento di rancore? Rom e migranti: più di due italiani su tre non li vuole, pensa che siano tutti criminali che, nella migliore delle ipotesi, ci rubino il lavoro e che pesino sulla bilancia del welfare pubblico. A nulla serve spiegare che i dati reali, quale che sia il parametro di riferimento, sono tutti di segno positivo e ben lontani dalla percezione della maggioranza.

Altri temi immancabili: la sfiducia nella politica, la paura del futuro, la convinzione che non sarà possibile progredire, il terrore di non trovare un posto di lavoro, l’atavico divario tra un Nord sempre più ricco e un Sud sempre più svuotato.

Temi “nuovi” rispetto al passato: la dipendenza dai social, il correlato terrore che il cellulare si spenga per difetto di carica, la protezione della privacy, il cyber-bullismo, le fake news, le frodi telematiche.

Laconico il commento del consigliere regionale Sabino Zinni: «Di fronte ai dati dell’ultimo rapporto Censis mi sembrano rimangano due sole possibilità: abbandonarsi allo sconforto o raddoppiare gli sforzi. Chi mi conosce, sa quale sarà la mia scelta. Piangersi addosso, non può rappresentare una soluzione. Come non può esserlo la demonizzazione dell’avversario o la continua rincorsa a lotte intestine.

Chi, come me, ha l’onere e l’onore di rivestire una carica pubblica non ha diritto a disperarsi. Dunque, non resta che raddoppiare l’impegno e seminare, seminare, seminare. I frutti verranno.

Del resto, in Puglia già si vedono, se è vero, come è vero, che i dati della nostra Regione sono i più confortanti se paragonati con quelli delle altre Regioni del Centro-Sud».

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