Il giuramento del buon Matteo da Milano

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Che fa incazzare i credenti e gongolare taluni “cattolici”…

A seguito del recente giuramento di Matteo Salvini, che ha brandito insieme la Costituzione della Repubblica, il Rosario e i quattro Vangeli, il consigliere regionale Sabino Zinni si interroga:

«Sembra che negli ultimi giorni di campagna elettorale ci sia la corsa a tutto: la corsa a chi promette di più, la corsa a chi presenta prima la squadra di governo, la corsa a chi dirà/farà una cosa di sinistra… Ci mancava la corsa a chi è più devoto della Madonna e del Vangelo, ma ci ha pensato il buon Matteo!

No, non l’evangelista – che anzi ha scritto “Non giurate affatto, né per il cielo, né per la terra” (Mt 5,34-35) – ma Matteo da Milano, al secolo Salvini, che promette di scacciare tutti gli immigrati (dimenticando che Gesù è nato esule ed è dovuto fuggire in Egitto…) e che è riuscito in un colpo solo a compiere un doppio miracolo: da un lato, far incazzare tutti quelli – io non mi metto tra questi, non me ne ritengo degno… – che il Vangelo lo prendono sul serio e lo testimoniano ogni giorno; e dall’altro, far gongolare quanti magari a messa ci vanno solo per le feste comandate, magari si confessano se hanno fatto un pensiero impuro, ma poi dimenticano il primo, unico e ultimo comandamento di Gesù: “Ama il prossimo tuo come te stesso”(Mt 22,39: sempre Matteo!)

Non so cosa accadrà il 4 marzo. Le proiezioni lasciano il tempo che trovano e le urne, in passato, ci hanno abituato a sorprese che nessun sondaggio aveva previsto. Mi rimangono, tuttavia, una certezza e una curiosità.

Quanto alla certezza: questa volta è in gioco qualcosa in più della stabilità del prossimo Governo – il che, si intende, vuol dire già tantissimo –, questa volta è in gioco la credibilità degli italiani, la loro intelligenza e, se mi permettete, anche il loro cuore…

Volete sapere quale sia la mia curiosità? Beh, a voi non piacerebbe sapere se con questa trovata che definirei buffonesca, se non fosse vergognosa, il buon Matteo razzoleghista abbia più preso o perso consensi? Io un’idea ce l’avrei. Ma la tengo per me.

Intanto permettetemi di consigliarvi la lettura di questo articolo di don Geremia Acri, un prete scomodo, uno di quelli che ogni giorno si fa in quattro, uno di quelli che ogni giorno è al fianco degli ultimi tra gli ultimi nella sua città».

Alla ricerca di un consenso mistico-politico..

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