La giornata ONU per i diritti dell’infanzia e il silenzio di Giorgino

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Sabino Zinni: «Anche in un giorno come questo Giorgino tace. Tanto lui mica si chiama Pasquale!»

«Oggi – scrive il cons. regionale Sabino Zinni – ricorre la giornata mondiale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. La giornata ricorda la ratifica ed esecuzione della convenzione ONU sui diritti del fanciullo, avvenuta a New York il 20 novembre 1989, convenzione che è stata recepita in Italia con la legge n.176 del 1991.

Sono ancora 262 milioni i bambini il cui diritto allo studio è negato. Sono 650 mln le ragazze minorenni costrette a lasciare la scuola per sposarsi. Sono 5 milioni e mezzo i bambini che muoiono sotto i 5 anni per cause del tutto evitabili.

Ebbene, in questa stessa giornata, nella mia città, ad Andria, gli studenti di tutte le scuole superiori hanno scelto unanimemente di saltare le lezioni per manifestare contro il sindaco Nicola Giorgino e contro l’attuale Governo. Al primo, in veste di presidente della provincia BAT, rimproverano gli impegni presi e non mantenuti (basti citare l’atavica questione dei lavori interrotti per le nuove aule del liceo Nuzzi) e la totale incuria nella manutenzione degli edifici scolastici (un solo esempio: al Troya, più che infissi hanno ormai solo spifferi). Al governo che aveva promesso il “cambiamento” rimproverano il taglio dei fondi pubblici per la Scuola, il quasi azzeramento dei soldi per l’alternanza scuola-lavoro.

La scelta di rinunciare a un giorno di lezioni è un gesto estremo e non andrebbe mai incoraggiato, perché di fatto è una auto-rinuncia al proprio diritto allo studio. Nondimeno, visto che dal Governo è difficile che arrivino risposte, almeno, se io fossi nei panni di Giorgino, qualche domanda me la farei e, soprattutto, avvertirei l’obbligo di dare delle risposte.

Giorgino sceglie, invece, il silenzio. Tanto lui mica si chiama Pasquale!».

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