La sete di libertà: Sabino Zinni augura buon voto con le parole di Platone…

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Se la libertà diviene licenza, non v’è più riguardo per nessuno

È l’ultimo giorno di campagna elettorale e il consigliere regionale Sabino Zinni ha scelto le parole di Platone per rivolgere a tutti l’invito per una serena e consapevole riflessione, prima della propria scelta di voto.

Scrive Zinni:

«Credo siano note a tutte le parole di Platone. La cosa più impressionante è che sono state scritte 2400 anni fa, eppure sembrano essere state dettate stamattina, sulla spinta della riprovazione per i toni di una campagna elettorale che di certo non passerà alla storia per l’elevatezza delle idee a confronto, degli uomini e delle idee in campo.

Oggi è l’ultimo giorno, quello dei proclami e dei discorsi finali. Domani sarà il giorno del silenzio e della riflessione. Io vorrei invitarvi ad approfittarne per rileggere e meditare le parole del più grande discepolo di Socrate. Buon voto!»

Quando un popolo, divorato dalla sete della libertà, si trova ad avere a capo dei  coppieri che gliene versano quanta ne vuole, fino ad ubriacarlo, accade allora che, se i governanti resistono alle richieste dei sempre più esigenti sudditi, sono dichiarati tiranni. E avviene pure che chi si dimostra disciplinato nei confronti dei superiori è definito un uomo senza carattere, servo; che il padre impaurito finisce per trattare il figlio come suo pari, e non è più rispettato, che il maestro non osa rimproverare gli scolari e costoro si fanno beffe di lui, che i giovani pretendano gli stessi  diritti, le stesse  considerazioni  dei  vecchi, e questi, per non parer troppo severi, danno ragione ai giovani. In questo clima di libertà, nel nome della medesima, non vi è più riguardo per nessuno. In mezzo a tale licenza nasce e si sviluppa una mala pianta: la tirannia.

         (Platone)

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