Legge pugliese sui vaccini: riassunto del seminario in Consiglio Regionale con la scienziata e senatrice Cattaneo

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La giornata di approfondimento dedicata al tema delle vaccinazioni tenutasi venerdì 3 marzo 2017, è scaturita dall’esigenza di un confronto esteso e partecipato in vista dell’avvio dell’iter legislativo della proposta di legge presentata dai consiglieri Fabiano Amati, Sabino Zinni, Ernesto Abaterusso e Sergio Blasi contenente le “Disposizioni per l’esecuzione degli obblighi di vaccinazione dei minori”.

foto-1-47Ad illustrare le finalità del progetto di legge è stato il capogruppo della lista Emiliano Sindaco di Puglia Sabino Zinni, rilevando che lo scopo prefisso è di introdurre un sistema di controllo sull’obbligo vaccinale attraverso il divieto di accesso alle strutture che offrono servizi educativi, pubblici e privati, per i minori che non hanno adempiuto agli obblighi vaccinali previsti dalla legislazione statale vigente, fatti salvi i casi di esenzione per accertati pericoli concreti per la salute degli interessati.

“L’esigenza di tale proposta – ha proseguito Zinni – adempie dunque ai criteri generali in cui la tutela della salute spicca con evidenza, che nel corso degli anni sono stati purtroppo posti spesso in discussione, con esiti indesiderati, utilizzando opinioni prive di evidenza scientifica, purtroppo calibrate sul principio della libertà di cura, che divengono prove scientifiche per il solo fatto di essere ripetute”.

La direttrice dell’Osservatorio Epidemiologico Regionale (OER) Cinzia Germinario è intervenuta per spiegare gli aspetti più importanti relativi alle coperture vaccinali in termini epidemiologici. Secondo la dottoressa Germinario oggi non è più possibile fare una distinzione tra vaccini obbligatori e quelli fortemente raccomandati, considerato che il loro deficit può portare al rientro di malattie frequenti nel passato. “La copertura vaccinale va intesa – ha evidenziato – come il numero di soggetti che si vaccinano rispetto alla popolazione target. Di conseguenza, maggiore è la percentuale di individui immuni, minore è la possibilità che un soggetto suscettibile contrarrà la malattia”.

Altro aspetto importante trattato dalla direttrice dell’OER ha riguardato gli obiettivi fissati dal PNPV in merito alla copertura vaccinale, il cui livello è pari al 95%. A tal proposito è stato fatto notare il trend in discesa, le cui coperture oggi sono al di sotto degli obiettivi, causato dall’abbassamento delle coperture vaccinali a partire dalla coorte di nascita 2011.

foto-4-32L’intervento del presidente regionale della Società italiana di Pediatria, Nicola Laforgia, ha messo in evidenza il nodo centrale della questione e cioè la necessità che la Puglia raggiunga la soglia di copertura del 95% fissata dal Piano nazionale. “Se siamo tutti d’accordo sul merito, bisogna condividere anche il metodo più efficace per raggiungere questo obiettivo. Tocca alla politica decidere se prevedere l’obbligo o la raccomandazione”.

“Affinché la riflessione sia efficace – ha continuato – è opportuno sgombrare il campo da questioni che non hanno alcuna evidenza scientifica, come le ‘bufale’ sui test pre-vaccinali e i falsi miti riguardanti le vaccinazioni. Si tratta di convinzioni erronee, dal momento che la malattie indeboliscono significativamente l’organismo e molto più delle corrispondenti vaccinazioni, che al contrario lo rafforzano perché lo mettono in grado di contrastare le infezioni”. Laforgia ha insistito sull’inesistenza di nessi causali tra vaccinazioni e autismo e sul dato che i rischi sono minori di quelli che si corrono assumendo anti-infiammatori non steroidei.

“C’è una difficoltà nel percepire il valore della vaccinazione, un’esasperazione nella percezione del potenziale rischio. In realtà noi sappiamo che i vaccini sono il farmaco più efficace che abbiamo a disposizione”. Così la prof.ssa Elena Cattaneo, Senatore e Ordinario dell’Università di Milano.

foto-5-29“La storia ce lo insegna – proseguito -, sono miliardi le persone che sono state salvate negli anni pregressi; 25 milioni le persone che non moriranno grazie ai vaccini. C’è però un pregiudizio nei confronti delle vaccinazioni, che scatta dalla percezione da parte di alcuni che intorno a noi le malattie infettive non esistono più. Invece esistono, casi tragici al riguardo si sono verificati anche in Italia. I virus e i patogeni sono intorno a noi e vanno tenuti sotto controllo. Quindi occorre continuare nelle opera di vaccinazione, cercando di avvicinare le famiglie recalcitranti e spiegare loro le motivazioni”.

“La liberta individuale – ha aggiunto la ricercatrice – è importantissima a una condizione: che non nuoccia agli altri. Scegliere di non vaccinare i propri figli per le proprie convinzioni e pregiudizi (perché la scienza parla diversamente) comporta un rischio aumentato per gli altri bambini. Allora la politica deve fare le sue riflessioni e possibilmente intervenire, considerato peraltro che in Italia il calo delle vaccinazioni è abbastanza drammatico”.

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