Liberazione o Nakba? Le parole del consigliere Sabino Zinni

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Zinni: «Trump portando l’ambasciata USA a Gerusalemme ha condannato ad un’altra ondata di sangue quella terra che per tutti dovrebbe essere Santa»

«Ieri 14 maggio Israele festeggiava i 70 anni dalla fondazione del suo Stato – ricorda il consigliere regionale Sabino Zinni -, oggi 15 maggio i palestinesi ricordano la “Nakba”, ossia la “catastrofe”, il giorno in cui è iniziato il loro decennale e straziante calvario.

Che poi dire “ricordano” è sbagliato perché la catastrofe per loro non è mai finita. Ieri mentre si teneva la cerimonia per il trasferimento dell’ambasciata americana da Tel Aviv a Gerusalemme, a Gaza venivano uccisi 58 palestinesi, di cui 8 bambini, e ferite 2700 persone. Più che di scontri si deve parlare di massacro visto che da un lato c’erano civili con le pietre, dall’altro un esercito che sparava sulla folla.

Il tutto a seguito della folle provocazione di Trump di spostare l’ambasciata. Folle non perché lo dica io, lo hanno detto l’Onu, l’Unione Europea, la Russia. E anche illegale, visto che questa mossa legittima gli israeliani a considerare Gerusalemme la loro capitale, ma l’Onu ha già dichiarato questa pretesa abusiva con la risoluzione 478, visto che anche i palestinesi vorrebbero altrettanto.

Ecco allora che il pantano del conflitto israelo-palestinese continua a rimanere tale e la notte dei palestinesi diventa sempre più buia e lunga. Chiunque abbia messo piede a Gerusalemme sa che quella città non può appartenere a nessuno e deve essere di ciascuno, e sa anche che Trump con questa scelta ha condannato ad un’altra ondata di sangue quella terra che per tutti dovrebbe essere Santa».

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