Regioni del Nord: la secessione dei ricchi

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Altro che “autonomia differenziata”

«Il nome, scrive il consigliere regionale Sabino Zinni, è di quelli difficili: “Autonomia differenziata”. Rende di più il modo in cui l’ha chiamata l’economista Viesti: “Secessione dei ricchi”.

Si tratta della riforma che stanno chiedendo al Governo tre regioni del Nord: Emilia Romagna, Lombardia e Veneto. Oggi è previsto l’incontro con Conte.

Che cosa chiedono in sostanza? Chiedono che lo Stato centrale trasferisca a loro le competenze in fatto di scuola, università, ricerca scientifica, tutela dell’ambiente, rapporti internazionali, commercio estero, protezione civile, porti e aeroporti e così via.

In sostanza chiedono di diventare regioni a statuto speciale.

Dov’è il problema? Il problema è che insieme alle competenze rimarranno a livello regionale anche i soldi delle tasse, le casse dello Stato centrale ne usciranno dunque impoverite. E stiamo parlando delle 3 regioni che messe insieme producono il 50% del Pil nazionale.

Indovinate chi danneggerà tutto questo? Ovviamente noi regioni del Sud, chiamate a contribuire in maniera regolare, ma con meno fondi a disposizione da ricevere».

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