Sabino Zinni: “Il dovere di pensare…”

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A una settimana dal voto, la pacata e amara riflessione del consigliere regionale, capogruppo ESP, Sabino Zinni

«Mancano meno di 7 giorni al voto – dichiara Sabino Zinni – e francamente lo scenario a cui assistiamo ogni giorno non è di quelli che confortano.

Populismo imperante, promesse che si sprecano, tanta, tanta demagogia. Comunque andrà a finire, l’impressione è che a perdere sarà proprio il popolo italiano…

Ora, se la gente è amareggiata e disorientata, di certo ci sono responsabilità chiare e pesanti nella classe politica, senza distinzione: da destra a sinistra, per non dire degli estremismi.

Mi viene, però, da chiedermi se l’impreparazione, lo scarso senso del bene pubblico, la scandalosità del comportamento di tanti politici siano la sola causa di tanta disaffezione.

Mi viene da chiedere se non ci siano anche precise responsabilità di chi continua, sistematicamente, a soffiare sul fuoco. Di chi fa di tutto perché gli italiani pensino “che son tutti uguali”, che non ci sono differenze tra questi e quelli…

Ecco, la parola chiave: il pensare.

Cosa pensano gli italiani e, soprattutto, come pensano gli italiani?

Una grande filosofa come Simone Weil ci ha insegnato che il pensiero non si improvvisa, che pensare è arte che si acquisisce a caro prezzo, a costo di apparire impopolari.

E qui torna la domanda: chi si lascia incantare dai popolusti, sta davvero esercitando la sua capacità di pensare?

Eppure, come scrive il prof. Paolo Farina, il cui articolo qui di seguito invito a leggere, occorre ritornare a “pensare il presente”, perché: “Nulla è più necessario di ciò che ci manca. Nulla è più necessario di un ‘deposito di oro puro’, in tempi di fango e trincea”».

Pensare il presente con Simone Weil

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