Zinni: “Quel che c’è dietro il cosiddetto Decreto Sicurezza”

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Salvini si fa vanto di scaricare il problema sui Comuni: e l’integrazione resta un miraggio

«Col Decreto Sicurezza – scrive il consigliere regionale Sabino Zinni – verranno chiusi decine di centri d’accoglienza, CAS E SPRAR. Sono a rischio 18 mila posti di lavoro DI ITALIANI in tutta Italia, soprattutto giovani.

Senza più i fondi del governo resteranno fuori dai programmi d’assistenza 23 mila migranti, che però non spariranno come per magia – anche perché Salvini sul fronte rimpatri sta fallendo – toccherà quindi ai Comuni farsene carico.

Ossia per gestire queste persone si prenderanno soldi dai bilanci comunali, soldi che quindi andranno sottratti da quelli destinati ai servizi per i cittadini italiani.

I Comuni già hanno problemi a garantire i servizi che sono chiamati a gestire ora, figuriamoci se a questi si aggiunge quello dei migranti, senza che vengano date loro più risorse.

Ecco perché 60 sindaci in tutta la Puglia si stanno opponendo a questo decreto, oltre che per assicurare un’esistenza dignitosa agli immigrati, soprattutto per assicurarla a noi italiani».

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