Come si sconfigge il terrorismo

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Sabino Zinni: «Un attacco vile, reso ancora più infame perché perpetrato su ragazzini. Ma sono stati due ragazzini, uno italiano e l’altro no, a sconfiggerlo»

«A riprova che la follia terrorista non conosce colore della pelle, sesso o religione, ieri è stato un senegalese con cittadinanza italiana a tentare uno degli attacchi più violenti della nostra storia recente. Un attacco vile, reso ancora più infame perché perpetrato su ragazzini».

Così scrive il consigliere regionale Sabino Zinni, che prosegue:

«Adesso però che il folle attentatore è nelle mani della giustizia (e speriamo che ci rimanga a lungo), possiamo chiederci: come si è evitata la strage sullo scuolabus dei bambini?

Riccardo, italiano, si è liberato i polsi dalle fascette e ha recuperato un cellulare per chiamare i soccorsi. Poi Ramhi, che come indica il suo nome, già a occhio, italiano non è, con sangue freddo ha chiamato il 112.

51 persone sono salve grazie a quei due bravi ragazzi e alla risposta pronta dei controlli capillari sul territorio dell’Arma.

“Una reazione da manuale, potrebbero dire gli specialisti dell’antiterrorismo, nata dal sangue freddo e dall’unità operativa tra Riccardo e Rahmi. Tra l’italiano e l’immigrato, che nel loro vissuto sono solo compagni di scuola, e fiduciosi nelle istituzioni.

Mentre il carabiniere eroe che ha spaccato il finestrino ha dichiarato che in quel momento ha pensato solo alla salvezza dei ragazzi, che avrebbero potuto essere, italiani e non, i suoi figli.

È stata questa la loro salvezza e di tutti gli altri insieme. È così che si sconfigge il terrorismo”».

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