Discorsi sul mito #1 – Fetonte raccontato da Vittorio Continelli

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“C’è un momento in cui i greci antichi entrano impetuosamente nella vita delle persone. Ad alcune ciò capita nel periodo dell’infanzia, ad altre negli anni di studio e ad altre ancora nel periodo della maturità oppure nella terza età. Come tutte le grandi passioni, anche loro hanno il potere di travolgere ogni età.
(Ismail Kadaré)

La programmazione di “Materia Prima”, il cantiere culturale di Sabino Zinni, non si ferma più ed anzi entra nel vivo.

Il 25 gennaio, alle 19.30, in Corso Cavour 148, si terrà il primo di sei spettacoli dell’attore Vittorio Continelli, una seria di monologhi drammatici sul valore dei miti greci, la cui attualità non smette di stupirci. Per il primo appuntamento è previsto il racconto del Mito di Fetonte.

Fetonte splendente, l’orgoglioso, quasi uomo viveva ancora con la figlia di Oceano e Teti: Climene, sua madre, la quale fece crescere il giovane nella convinzione d’essere figlio d’un dio. E un giorno, adolescente, in giro coi compagni uno lo apostrofò – figlio della fortuna. Fetonte ascoltò rabbrividendo una storia su di sé: non era figlio d’un dio ma d’un mortale come tutti gli altri. Sconvolto, ossessionato dall’insulto, dall’insinuazione e in lacrime per la rabbia subito corse da sua madre coi compagni che lo deridevano, urlandogli dietro. Urlando anch’egli, sbraitando, sbattendo i pugni il ragazzo raccontò dell’umiliazione a Climene, chiedendo alla donna, una volta per tutte chi fosse davvero suo padre. E quella piccata per l’accaduto, orgogliosa almeno quanto il figlio, lo guardò negli occhi e alzando il braccio indicò il Sole: non fosse come io dico che il Dio mi renda cieca all’istante! Poi la donna si tacque.
Parte da questo episodio l’ascesa del figlio del Sole verso altezze che sono difficili da sostenere anche per chi abbia origine divina. Un racconto sulla vita e sulle stelle.
Ingresso libero. La cittadinanza è invitata.

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