La Murgia ridicolizza il figlio di papà Salvini…

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Sabino Zinni: «Bell i quatt paraul».

Uno degli sport preferiti di Salvini è dare del radical chic o dello snob a chiunque lo contesti. Lo ha fatto per l’ennesima volta con la scrittrice Michela Murgia, che però stavolta non se l’è tenuta.

La Murgia ha preso il suo curriculum e l’ha confrontato con quello di Salvini ed è venuto fuori chiaramente che lo snob figlio di papà, che non ha mai lavorato, ed è sempre stato in politica, è proprio lui.

«Nel 91, anno in cui mi diplomavo come perito aziendale» ha scritto Michela Murgia, «mi pagavo l’ultimo anno di studi lavorando come cameriera stagionale in una pizzeria. Nel 92, mentre lavoravo in una società di assicurazioni per sostenermi gli studi all’istituto di scienze religiose, Salvini prendeva 48/60 alla maturità classica in uno dei licei di Milano frequentati dai figli della buona borghesia. Sono contenta che non abbia dovuto lavorare per finire il liceo. Nessuno dovrebbe».

E poi via elencando: da un lato i lavori sempre precari e malpagati di Michela (addetta alla consegna di cartelle esattoriali, cameriera, telefonista in call center, portiera di hotel) dall’altro il «cursus honorum» di Matteo sempre in seno alla politica (consigliere comunale, segretario provinciale, parlamentare europeo e poi deputato) senza nessun altro impiego.

«Tra noi due è lei quello che non sa di cosa parla quando parla di vita vera, di problemi e di lavoro» ha concluso la scrittrice, «dato che passa gran parte del tempo a scaldare la sedia negli studi televisivi, travestirsi da esponente delle forze dell’ordine e far selfie per i social network a dispetto del delicatissimo incarico che ricopre a spese dei contribuenti. Lasci stare il telefonino e si metta finalmente a fare il ministro, invece che l’assaggiatore alle sagre».

Da noi in questi casi si dice: bell i quatt paraul.

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