L’Europa che sognava Guglielmo Minervini

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“L’Europa è l’ultimo grande sogno di una costruzione politica fondata sulla condivisione di una prospettiva generale e non sull’imposizione di un rapporto di forza.

Per la prima volta, nella storia, si è divelto dalle frontiere il filo spinato senza sangue.

Per la prima volta, l’Europa ha colto che il suo destino comune era diventare un continente di pace capace di incidere, con la forza della sua sola spinta inclusiva, in un mondo alla ricerca di un nuovo ordine globale.

Quel sogno è stato gradualmente risucchiato dalle euroburocrazie e dal rigurgito degli egoismi nazionali.

Ne hanno spolpato l’anima fino a rinsecchirla.

Fatto l’euro, non si è fatta l’Europa. Gli Stati Uniti d’Europa.

Ma in mezzo al guado non si regge a lungo.

E così ci ritroviamo rimbalzati nel passato con la sua vecchia logica dominante: soli è meglio che insieme.

Dunque, siamo nella spirale dell’ognuno per sé, il miglior humus dell’intolleranza razzista e xenofoba che si alimenta di muri e barriere”.

[Guglielmo Minervini]

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