Zinni: “La marcia verso la legalità è lunga, ma altra strada non c’è”

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«Adesso che l’ondata emotiva legata all’omicidio di due giorni fa si è attenuata, potremmo provare ad allargare la riflessione.

Cosa può fare un singolo cittadino di fronte a fatti del genere? È chiaro che l’emergenza, perché di emergenza si tratta, non può che essere presa in carico dalle forze dell’ordine. A noi andriesi resta però il lavoro sul lungo termine.

Ci resta da fare un lavoro su noi stessi che deve partire dall’interiorizzare l’idea che Andria sia la nostra casa comune, e come tale dobbiamo trattarla. Verso di essa abbiamo una responsabilità e dobbiamo sentirne l’onere e l’onore.

Molti hanno commentato che visto questo secondo agguato, la marcia per la legalità del 1 luglio non sia servita a niente. Ma cosa doveva fare quella marcia, sconfiggere la mafia?

Quel fiume di gente per le strade della città doveva servire a dimostrare che quelle strade sono nostre, non dei malavitosi, ed è nostra la responsabilità del far regnare la legalità su di esse.

Io vi presi parte con quello spirito, e lo farei di nuovo. La marcia verso la legalità diffusa e consapevole è lenta e lunga, eppure va percorsa fino in fondo. Altra strada non c’è».

(Sabino Zinni)

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